Ritorno a scuola: attenti agli occhi

Ritorno a scuola: attenti agli occhi

L’inizio della scuola è il momento ideale per far controllare la vista ai propri figli. I difetti visivi, infatti, influenzano anche l’apprendimento e la postura. I consigli della Commissione Difesa Vista per riconoscere i vari tipi di problemi.

Ritorno a scuola: attenti agli occhi

L’inizio della scuola è il momento ideale per far controllare la vista ai propri figli. I difetti visivi, infatti, influenzano anche l’apprendimento e la postura. I consigli della Commissione Difesa Vista per riconoscere i vari tipi di problemi.

Ritorno a scuola: la prima campanella dell’anno sta per suonare e milioni di studenti hanno preso posto tra i banchi, con i loro libri cartacei ed elettronici, tablet e computer. In attesa che si entri nel vivo delle lezioni, questo è un buon momento per far controllare loro la vista. Soprattutto ai più piccoli, che stanno per aprire i quaderni per la prima volta. Ma portare i figli dall’oculista è un’abitudine che la maggior parte dei genitori italiani non ha, stando a un’indagine della Commissione Difesa Vista (Cdv): circa il 70%, infatti, pensa che la visita oculistica “non sia strettamente necessaria”.

“Forse non sanno che c’è un rapporto diretto tra il vedere bene e i voti in pagella, perché la visione influenza l’apprendimento, l’attenzione e la postura. Quest’ultima, infatti, è un buon campanello d’allarme per i difetti della vista”, fa notare Francesco Loperfido, responsabile del servizio di Oftalmologia generale dell’Ospedale San Raffaele di Milano e consulente della Cdv. Ci sono altri numeri che potrebbero far cambiare idea ai genitori: da controlli effettuati dalla Commissione lo scorso anno su 650 bambini e ragazzi (tra i 18 mesi e i 16 anni, con un’età media di sei anni e mezzo), sono stati evidenziati problemi alla vista nel 26% dei casi. Di questi, il 33% è risultato essere ipermetrope, il 16% astigmatico, il 10% miope. Eppure, il 60% di tutti i bambini visitati non era mai stato dall’oculista.

“Le visite in età scolare sono importanti, e diventano necessarie soprattutto se uno dei genitori o dei nonni ha un difetto della vista”, spiega ancora Loperfido: “Miopia, astigmatismo e ipermetropia, per esempio, possono essere ereditati. Può accadere che lo siano anche in un occhio solo, cosa che rende ancora più difficile per un genitore scoprire il problema”. Ecco un elenco dei principali difetti della vista e alcuni indizi per riconoscerli:

Ipermetropia

È un problema della vista per cui gli oggetti vicini appaiono sfocati. Tutti i bambini nascono ipermetropi, ma il difetto si riduce man mano che l’occhio si sviluppa. Tra i sei e i sette anni dovrebbe essere completamente scomparso, ma se continua è importante correggerlo con gli occhiali. I piccoli ipermetropi accusano spesso mal di testa e non di rado sono alunni svogliati. Questo accade perché gli occhi non sono in grado di sostenere lo sforzo accomodativo: tipicamente, i bambini alternano momenti di rapidità nella lettura e nello studio a momenti di lentezza. L’acuirsi del problema varia anche in base al tipo di illuminazione. Altri campanelli d’allarme possono essere la lacrimazione e il bruciore.

Postura caratteristica: il bambino tende ad allontanare i testi. Se si avvicina, infatti, accusa i sintomi descritti.

Miopia

È un difetto della vista per cui, progressivamente, non si riesce a mettere a fuoco gli oggetti lontani. Per limitare la sfocatura, i miopi tendono a strizzare gli occhi. Il problema può cominciare anche intorno all’età della prima elementare e, generalmente, aumenta durante la crescita. Può avere delle ricadute sull’apprendimento: per esempio, quando il piccolo studente sposta lo sguardo dal quaderno alla lavagna, questa inizialmente gli appare sfocata e può quindi non esserci sincronia tra ciò che ascolta e ciò che riesce a leggere e a trascrivere.

Postura caratteristica: il bambino si incurva sui testi o si avvicina agli schermi, assumendo una posizione scorretta per la schiena.

Astigmatismo 

Nell’astigmatismo la cornea non è sferica, ma assomiglia più a un pallone da rugby. È un po’ come guardare il mondo attraverso un bicchiere o un vetro curvo. Un astigmatismo lieve può causare mal di testa e stanchezza; se la forma è grave, si ha una visione sfocata a ogni distanza. L’astigmatismo può trovarsi anche associato con la miopia o con l’ipermetropia.

Postura caratteristica: il bambino tende a posizionare libri e quaderni in obliquo, o ad assumere posizione “storte” rispetto al foglio.

Ambliopia

Noto anche come “occhio pigro”, questo disturbo dipende dal cattivo sviluppo della visione in un occhio solo. È un difetto abbastanza diffuso: ne soffre circa il 2-3% dei bambini di età inferiore ai 5 anni. I migliori risultati terapeutici si ottengono praticando l’occlusione dell’occhio che vede bene entro i primi 10 anni di vita. L’ideale sarebbe intervenire entro i 3 anni, ma i piccoli normalmente non si lamentano del disturbo ed è quindi difficile scoprirlo senza una visita specialistica.

Postura caratteristica: a volte i bambini tendono a piegare leggermente la testa da un lato.

Strabismo

I movimenti oculari sono governati da muscoli che permettono la sincronia: le immagini si riproducono nei due occhi simultaneamente, determinando una visione unica sull’area visiva cerebrale. Ma se un muscolo funziona in modo anomalo si ha il cosiddetto “occhietto storto”, e si può perdere parzialmente o  totalmente la capacità di fusione delle immagini. Nei primi 4-6 mesi di vita uno strabismo non costante può essere normale. Se il difetto prosegue o in caso di dubbi è invece necessaria una visita oculistica anche nei primissimi anni di vita.

Occhio alla luce blu

Tra lavagne multimediali, tablet e computer, le condizioni di affaticamento della vista aumentano anche a scuola: gli schermi, infatti, emettono una particolare frequenza di luce – la luce blu – che può stancare molto gli occhi. Per gli studenti in erba, in cui il cristallino e la cornea sono ancora in formazione, esistono gli occhiali con le lenti antiriflesso e “anti luce blu-viola”, in grado di eliminare questa frequenza.